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Gift card: come funziona fiscalmente?

20 gennaio 2026

Le gift card sono sempre più diffuse in Italia e si distinguono per la loro versatilità. Rappresentano un regalo perfetto per amici e familiari, ma possono anche essere utilizzate come premio per i dipendenti o come gesto di attenzione per i client La loro popolarità è in crescita non solo per la praticità, ma anche perché sono considerate un regalo “sicuro”, infatti esistono normative fiscali specifiche che regolano l'utilizzo e la gestione delle carte regalo, sia per chi le acquista che per chi le emette. Conoscere queste regole è fondamentale per evitare errori, sanzioni o problemi con l'Agenzia delle Entrate.

Che tu sia un privato che vuole regalare una gift card, un'azienda che le utilizza come benefit per i propri collaboratori, o semplicemente una persona curiosa che vuole capire come funziona la tassazione di questi strumenti, sei nel posto giusto. In questo blog ti spiegheremo tutto ciò che devi sapere sul trattamento fiscale delle gift card in Italia: quali normative le regolano, come vengono tassate e altre normative importanti da conoscere per utilizzare le carte regalo in modo corretto e consapevole.

Le leggi relative fiscalmente sulle gift card

Diverse normative regolano il trattamento fiscale delle gift card e si distinguono a seconda del loro utilizzo: personale o aziendale. Le gift card donate dalle aziende rientrano nella categoria dei “fringe benefit”, ossia beni offerti al lavoratore dalla compagnia in aggiunta allo stipendio. Secondo l'articolo 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), i fringe benefit sono esenti da tassazione fino a una soglia annuale prestabilita per ciascun dipendente. Per il 2024 ad esempio, il limite era fissato a €1.000 per lavoratori con figli a carico e €258 per gli altri dipendenti. 

Per quanto riguarda l’IVA, la Direttiva Europea 2016/1065, recepita in Italia, stabilisce che le carte regalo prepagate non sono soggette a IVA al momento dell’emissione o dell’acquisto, ma solo quando vengono effettivamente utilizzate per acquistare beni o servizi. Questo perché la gift card è considerata uno "strumento di pagamento" e non un bene o servizio in sé. 

Queste norme esistono per diversi motivi. Prima di tutto, garantiscono equità fiscale: senza regolamentazione, le aziende potrebbero utilizzare le gift card per eludere il pagamento di contributi e tasse sui compensi ai dipendenti. In secondo luogo, e soglie di esenzione permettono alle imprese di premiare i lavoratori in modo fiscalmente vantaggioso entro limiti chiari. Infine, il trattamento dell’IVA delle gift card evita una doppia imposizione che graverebbe inutilmente sul sistema, visto che l'IVA viene comunque applicata quando il destinatario usa la carta.

Cosa significano per te queste leggi?

Se sei un privato che acquista gift card come regalo per amici o familiari, puoi stare tranquillo: non ci sono adempimenti fiscali da rispettare. Quando acquisti una gift card non devi dichiarare nulla, né dare alcuna comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Le gift card sono considerate alla stregua del denaro contante quando usate in ambito privato.

Per le aziende, invece, le implicazioni sono più complesse. Se la tua impresa utilizza le gift card come benefit per i propri dipendenti, è necessario rispettare le soglie di esenzione fiscale. Per esempio nel 2024, era possibile assegnare gift card fino a 1.000 € annui per i dipendenti con figli a carico e 258 € per gli altri lavoratori. Entro questi limiti il valore delle gift card è completamente esente da tassazione e non genera obblighi contributivi INPS. Superando questa soglia, l'intero importo dei fringe benefit diventa imponibile come reddito da lavoro dipendente, soggetto a tassazione IRPEF e contributi previdenziali. Per questo motivo è fondamentale monitorare con precisione l’ammontare dei benefit erogati onde evitare irregolarità e possibili sanzioni.

Per i professionisti e i titolari di partita IVA che ricevono gift card come compenso o premio, il trattamento dipende dal contesto. Se la gift card è parte di un compenso professionale, il suo valore deve essere dichiarato come reddito e tassato di conseguenza. Se invece si tratta di un omaggio ricevuto da un'azienda come incentivo commerciale e il valore è modesto, potrebbe non generare obblighi fiscali. In caso di dubbio, è sempre consigliabile consultare il proprio commercialista per valutare la situazione specifica.

Altre leggi importanti riguardanti le gift card

Oltre agli aspetti fiscali, in Italia esistono diverse normative che regolano l’emissione e l’utilizzo delle gift card. La normativa europea non definisce una durata minima delle gift card, ma incentiva a offrire una durata sufficientemente lunga, superiore ai 12 mesi, così da permettere al consumatore di utilizzare il credito. In ogni caso, l’emittente è obbligato a dichiarare chiaramente la data di scadenza al momento della vendita, rendendo tale informazione facilmente consultabile e comprensibile.

Il Codice del Consumo italiano prevede specifiche tutele per i consumatori che acquistano gift card. Gli emittenti devono fornire informazioni chiare su come utilizzare la carta, dove può essere spesa, eventuali limitazioni d'uso, e le condizioni per verificare il saldo. Se queste informazioni non sono fornite adeguatamente, il consumatore può contestare eventuali limitazioni o scadenze poco trasparenti. Inoltre, se l'emittente della gift card fallisce o cessa l'attività prima della scadenza della carta, i possessori potrebbero avere diritto a richiedere il rimborso del credito residuo secondo le procedure concorsuali.

In Italia, inoltre, le gift card sono soggette alle normative anti-money laundering quando superano determinati importi o vengono utilizzate in modo anomalo. In particolare, per le carte prepagate anonime o al portatore con valore superiore a 250 euro, l’emittente è tenuto ad attuare procedure di adeguata verifica della clientela, come l’identificazione del titolare e la registrazione dell’operazione. Queste misure hanno l’obiettivo di prevenire l’utilizzo delle gift card per attività illecite, tra cui riciclaggio e finanziamento illecito.

Infine, per le aziende che emettono gift card proprie, esiste l'obbligo di registrazione contabile specifica. Il valore delle gift card emesse deve essere contabilizzato come debito verso i clienti fino al momento del riscatto. Dal punto di vista fiscale, i ricavi vengono riconosciuti solo quando la carta viene effettivamente utilizzata per acquistare beni o servizi, non al momento della vendita della gift card stessa. Le carte che scadono senza essere utilizzate generano il cosiddetto “breakage revenue”, ricavi derivanti da crediti non riscossi, che hanno un trattamento contabile e fiscale dedicato, variabile in base alla tipologia di emittente e alle modalità di contabilizzazione adottate.